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L’italiano, insieme al tedesco, al francese e al romancio, è una lingua ufficiale della Confederazione Svizzera. Data la sua posizione minoritaria, i testi istituzionali confederali in italiano sono pressoché sistematicamente frutto di traduzione. Questo volume si interessa all’italiano delle leggi federali, indagato dalla prospettiva della chiarezza linguistica e adottando una lente microdiacronica (1974–2018). L’analisi quanti-qualitativa, basata su corpus, di lessico, sintassi, testualità e influsso della traduzione ha permesso in primo luogo di mettere in mostra la chiarezza della legislazione svizzera, improntata sul principio huberiano della “legislazione popolare”. Inoltre, il filtro della traduzione si è rivelato un elemento catalizzatore nel panorama della scrittura chiara. In ultima analisi, i risultati sottolineano l’accresciuta autonomia dell’italiano istituzionale svizzero quale lingua ufficiale e la sua capacità di fungere da modello di chiarezza linguistica per altri contesti istituzionali.